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A distanza di 16 anni ritorno a compiere uno dei piu'
interessanti tour paesaggistico-ambientale che oggi si possano fare
senza particolari difficolta' e in completa autonomia e liberta'.
La volta precedente eravamo io e mia moglie e abbiamo utilizzato auto e
tenda, questa volta invece c’e' anche il figlio di 11 anni e abbiamo
deciso di utilizzare il camper, che a parer mio e' la soluzione migliore
per questo tipo di viaggio; ad accompagnarci un’altra famiglia di cinque
persone, marito, moglie e tre figli di 17,14 e 11 anni.
Biglietti aerei, noleggio camper (www.camperusa.com),
prenotazione campeggi fatti, con notevole anticipo, tramite Internet; di
notevole aiuto sono stati i numerosi racconti di viaggio che ho trovato
sul web ed e' per questo che ho deciso di mettere anche il mio.
L’ho chiamato The Big Circle in quanto l’itinerario partendo da Los
Angeles compie un grande cerchio in senso antiorario attraversando la
zona Ovest degli USA. |
USA Camper - 13/07/2007
In orario alle 16,30 arriviamo con il volo SwissAir a Los Angeles
direttamente da Zurigo senza scalo, e' un po’ lungo ma ne vale la pena.
Si evitano i rischi degli scali intermedi: ritardi, perdite di
coincidenze e anche bagagli.
Sbrigate le lunghe formalita' doganali usciamo dall’aeroporto e
chiamiamo l’albergo e dopo un’oretta arriva il pulmino a prelevarci. Il
servizio di trasporto come il pernottamento in albergo e la prima
colazione fa parte di un pacchetto proposto dal noleggio del camper ad
un prezzo molto conveniente (129 $ a famiglia).
L’albergo e' a circa mezz’ora dall’aeroporto, ci sistemiamo e dopo un
po’ usciamo per cercare qualche posto dove mangiare. Non c’e' molta
scelta anche perche' non ci fidiamo ad allontanarci troppo dalla zona e
finiamo in un self-service asiatico dove in qualche modo ceniamo. |
USA Camper - 14/07/2007
Sveglia presto, alle 7,30 la navetta ci aspetta fuori dal motel per
accompagnarci al noleggio del camper che dista 15 minuti di strada.
Controlliamo i mezzi e sbrighiamo tutte le formalita'.
Ritiriamo il camper e partiamo in direzione
Joshua Tree National Park,
dopo qualche km di rodaggio decidiamo di uscire dalla Interstate 10 e ci
fermiamo in un supermercato per i primi acquisti. Proseguiamo ed
entriamo nel parco da nord per la 62, ci fermiamo al visitor center dove
acquistiamo la card per l’accesso a tutti i Parchi nazionali (80$).
Il
caldo si fa sentire; facciamo comunque una piccola escursione a piedi
nella Hidden Valley. I ragazzi naturalmente si divertono ad arrampicarsi
sulle rocce.
Usciamo dal parco a sud e riprendiamo la 110, ormai e' sera e decidiamo
di uscire all’incrocio con la 177; siamo in mezzo al deserto e c’e' solo
un distributore (il piu' caro in assoluto che abbiamo trovato in tutto
il viaggio) chiediamo per un campeggio e ci viene indicata un’area sosta
a poche miglia in direzione nord sulla 177. Il campeggio e' praticamente
deserto e l’anziana signora che ci accoglie e' ben felice di averci come
ospiti. Ceniamo all’aperto sotto una stellata magnifica ma con un caldo
torrido, per fortuna il condizionatore ci permettera' di dormire un po’
piu' freschi. |
USA Camper - 15/07/2007
Riprendiamo di mattino presto la 110 verso Phoenix dove giriamo verso
nord sulla 117 e proseguiamo fino all’incrocio con la 179. Usciamo e ci
dirigiamo verso Sedona; la strada è trafficata e con dei lavori in corso
ma i panorami sono notevoli. Giunti a Sedona decidiamo di proseguire
perché ci pare troppo affollata di turisti. Prendiamo la 89 in direzione
Flaggstaff.
L’intenzione è quella di fermarsi per un bagno allo Slide Rock State
Park. Purtroppo quando arriviamo scopriamo che per motivi di
inquinamento batteriologico è vietato fare il bagno; ci fermiamo lo
stesso per il pranzo e approfittiamo dell’ombra e delle panchine con
tavoli del parcheggio. I ragazzi comunque trovano lo stesso il modi di
fare un bagno utilizzando una canna d’acqua; il gioco dura poco perché
dopo un po’ arrivano i rangers che chiudono il rubinetto! Dopo il pranzo
andiamo a vedere il torrente dove effettivamente sembrerebbe piacevole
scivolare su una specie di scivolo naturale; c’è molta gente ma tutti
rispettano in maniera rigorosa il divieto di balneazione.
Riprendiamo
il viaggio per Flagstaff e poi per la 180, attraversando un meraviglioso
bosco di betulle, arriviamo a sera al Grand Canyon; dal camper diamo una
sbirciatina al canyon ma i parcheggi tutti pieni e ormai e' sera quindi
ci rechiamo al Mather South Rim Campground dove avevamo prenotato le
piazzole ancora dall’Italia. Accendiamo il fuoco e via con il barbecue!
Nelle piazzole non c’e' nessuna illuminazione elettrica e percio'
velocemente corriamo nel buio del bosco fino al General Store dove
acquistiamo una lampada a gas che ci tornerà utile piu' avanti anche
negli altri campeggi statali. |
USA Camper - 16/07/2007
 Appena alzati vista la bella giornata decidiamo di vedere il
Grand
Canyon dall’alto e percio' saliamo tutti su un camper e usciamo dal
parco per andare al vicino aeroporto. Purtroppo non ci aspettavano! in
mattinata non c’erano voli disponibili e percio' prenotiamo per il
giorno dopo e rientriamo al parco. Passiamo la giornata passeggiando
lungo il rim e, utilizzando il servizio navetta, ci spostiamo nei vari
punti di osservazione. Nel tardo pomeriggio incontriamo anche dei
bellissimi cervi che tranquillamente pascolano a pochi metri dai nostri
camper. Dopo un bellissimo tramonto rientriamo e, come consuetudine,
accendiamo negli appositi barbecue il fuoco per la cena. |
USA Camper - 17/07/2007
Al mattino usciamo dal parco e ci dirigiamo all’aeroporto dove saliamo
sul piccolo aereo; e' una esperienza notevole che da' veramente l’idea
della grandiosita' del canyon; interessante notare che il volo viene
effettuato con una guida registrata multilingue tra cui l’italiano.
Scesi dall’aereo riprendiamo il viaggio sulla mitica Route 66; verso
l’ora di pranzo ci fermiamo a Winsolw diventato famoso per una canzone
degli Eagles. Entriamo in un simpatico locale sulla Main Street, e'
tipicamente americano ma fa delle buone pizze; gentilissimi; alla fine,
ce ne regalano anche un paio per il viaggio.
Proseguiamo sulla 140 e usciamo in prossimita' della
Petrified Forest
National Park. Prendiamo la strada che entra nel parco e ci fermiamo al
Kachina Point View; fa molto caldo e soffia un vento bruciante. Il
panorama e' suggestivo; i colori delle sabbie e delle rocce assumono
continuamente tonalita' diverse. Decidiamo, visto il clima, di non
effettuare tutto il lungo giro e ritorniamo sulla 140 per poi uscire
sulla 191 in direzione nord per il Canyon de Chelly.
Ci arriviamo verso il tramonto e non perdiamo tempo per cercare
campeggi: ci dirigiamo velocemente allo Spider Rock Overlook da dove
vediamo uno dei piu' bei panorami del nostro viaggio.
Pensavamo di fermarci allo Spider Rock Campground che dista poche miglia
ma sembra in uno stato di totale abbandono che neanche proviamo a
scendere e cosi' ritorniamo indietro fino al Visitor Center dove
pernottiamo nell’area di sosta gratuita (solo scarico e carico acqua). |
USA Camper - 18/07/2007
Al mattino ci dirigiamo nuovamente verso il canyon per scendere alla
White House. Questo trail e' l’unico permesso in forma autonoma. La
discesa e' molto piacevole con bellissimi scorci del canyon; un po’ piu'
impegnativa la salita anche perche' il sole comincia a scaldare
notevolmente. Bisogna comunque prevedere un paio di ore tra andata e
ritorno.
Ci rinfreschiamo con una doccia all’aperto, ovviamente senza sapone: il
camper e' dotato di un apposito tubo flessibile con doccia proprio per
queste necessita'.
Partiamo in direzione Monument Valley.
Arriviamo nel tardo pomeriggio e decidiamo di avviarci al campeggio
Goulding’s (un po’ caro ma situato in una bellissima gola e dotato di
tutti i confort) che dista qualche miglio dall’ingresso della Monument.
Rapidamente ci sistemiamo e quindi con un solo camper partiamo per la
visita della Monument Valley: entriamo, pagando una tassa d’ingresso di
5$ pro-capite, e subito si fanno incontro gli indiani nativi che si
offrono per un tour su dei pick-up ma preferiamo percorrere la strada
sterrata per conto nostro. Avevamo letto che non c’erano particolari
problemi, bastava affrontarla a bassa velocita'. Il sole comincia a
tramontare e lo spettacolo delle rocce rosse e' indimenticabile, non
serve quasi scendere dal camper perche' la visuale è ottima da qualsiasi
lato; dopo un po’ pero' si solleva un forte vento che alza un turbinio
di sabbia; non invidiamo gli altri turisti che sono seduti all’esterno
dei pick-up completamente avvolti dalla sabbia! Il vento si calma ed a
sole ormai tramontato anche se non abbiamo completato le 17 miglia del
giro rientriamo al campeggio, dove, prima del solito barbecue, i ragazzi
riescono a farsi un tuffo nella piccola piscina.
Un consiglio: se siete degli amanti del vino o della birra fatevene una
scorta prima di entrare in questa zona perche' siamo in una riserva
indiana dove e' vietata la vendita di alcool; la legge ne vieta persino
il trasporto, ma non penso che fermino dei camper di turisti per questo
tipo di controllo. Comunque anche usciti dalla riserva indiana vi
trovate nello Utah dove per legge gli alcolici possono essere venduti in
pochi negozi specializzati e neanche nei mega supermercati si riesce a
trovare una birra!
In ogni caso anche negli altri stati la guida con un tasso alcolico
minimo e' severamente punita quindi per tutto il viaggio e' stato
solamente alla sera davanti al fuoco che ci siamo gustati qualche birra
fresca o del Cabernet californiano.
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USA Camper - 19/07/2007
Riprendiamo il viaggio sulla 163 e dopo Mexican Hat prendiamo la 261,
qualche km e la strada inizia a salire e diventa sterrata. E’ bella e
larga e troviamo, incredibilmente, un ciclista solitario. Alla fine
della salita riprendiamo l’asfalto, ma poco dopo svoltiamo nuovamente a
sinistra. Ci ritroviamo a guidare nuovamente sullo sterrato, il fondo e'
peggiore del tratto precedente ma comunque facilmente percorribile con
qualsiasi tipo di vettura. Questa strada porta ad un punto panoramico:
Muley Point. La vista che si gode e' notevole. Dopo le foto di rito si
dirigiamo verso il Natural Bridges National Monument; arriviamo verso
l’ora di pranzo e il caldo e' notevole e questo forse non ci fa
apprezzare molto il piccolo parco, ci riposiamo sotto uno dei soliti
gazebo per pic-nic e ripartiamo per Moab.
Arriviamo nel tardo pomeriggio al campground Slickrock, dove non
abbiamo difficolta' a trovare posto; piu' tardi usciamo e andiamo in una
delle numerose agenzie dove prenotiamo, per il giorno seguente, una
discesa con gommoni sul Colorado. |
USA Camper - 20/07/2007
Alle 9,00 in punto un pulmino ci preleva dal campeggio e ci porta nella
sede dell’agenzia dove veniamo dotati di giubbotti salvagente e
cassettina impermeabile per deporre gli oggetti personali, quindi,
assieme ad altri turisti, partiamo per la nostra meta. Saliamo su
vecchio pullman tipo scuola-bus americani anni ’60 e percorriamo la
strada che segue il Colorado per circa un’ora e quindi finalmente
arriviamo al punto di partenza. Veniamo divisi in gruppi di circa 12
persone e saliamo su un grande gommone condotto da un simpatico
giovanotto. Dopo alcuni minuti di navigazione molto tranquilla (questo
tratto di Colorado e' praticamente piatto) inizia
l’avventura....
o meglio la battaglia. Veniamo affiancati da altri gommoni i cui
passeggeri simpaticamente cominciano prima a spruzzarci con delle
pistole ad acqua a cui noi rispondiamo con colpi di mano in acqua, per
poi passare a bordate con secchiate d’acqua! (salendo sul gommone
avevamo visto questi secchi ma pensavamo servissero per svuotare
l’imbarcazione in caso di emergenza, ingenui!). La battaglia si scatena
contagiando praticamente tutti i gommoni e non limitandosi alle
secchiate ma anche tuffandosi in acqua per cercare di avvicinarsi meglio
alle imbarcazioni “nemiche”. In questo tratto in effetti non c’e' alcun
pericolo per chi sappia nuotare, l’unico neo e' il colore fangoso
dell’acqua che non ispira un tuffo. Prima che le cose degenerino -
alcuni americani la stavano prendendo un po’ troppo sul serio - i
vari timonieri allontanano il piu' possibile i gommoni e le cose si
calmano: iniziano le rapide. Queste in realta' non sono gran cosa
(livello II), qualche rollio e qualche salto; in compenso il paesaggio
che ci circonda e' molto bello ed affascinante. Giunti verso la fine del
percorso il nostro capitano ci invita tutti ad un bagno, oramai in ogni
caso eravamo tutti bagnati (naturalmente si consiglia un abbigliamento
molto marino: sandali, costume, maglietta e pantaloncini). Ci tuffiamo e
con il giubbotto si galleggia tranquillamente e ci si fa trasportare
dalla leggera corrente, l’unico problema e' la risalita sul gommone:
molto difficoltosa, ci deve essere qualcuno che ti aiuta ad issarti.
Verso le tredici arriviamo alla meta dove troviamo
l’autobus che ci
aspetta, ci strizziamo e ci asciughiamo un po’ al sole e quindi
ritorniamo al campeggio.
Nel pomeriggio ci rechiamo nel vicino parco Arches dove incontriamo subito il famoso
Balanced Rock; il parco non e'
grandissimo, scegliamo alcuni percorsi e girovaghiamo fino al tramonto
osservando questi spettacolari archi: e' molto difficile dire quale sia
il piu' bello. Consiglio di andarci o al mattino presto o, come noi,
alla sera per cogliere un susseguirsi di continui cambi di tonalità del
paesaggio.
Torniamo a notte, stanchissimi dell’intensa giornata ma felicissimi
delle esperienze che stiamo vivendo. |
USA Camper - 21/07/2007
Ci svegliamo con calma e ci dirigiamo verso il vicino Death Horse State
Park. Non fa parte dei parchi nazionale e percio' paghiamo l’ingresso ma
ne vale la pena, lo spettacolo sul Colorado che si ha dalla terrazza
panoramica e' maestoso, e anche il piccolo visitor center merita una
sosta.
Riprendiamo il viaggio e ritorniamo sulla 191 in direzione
nord, percorriamo per un breve tratto la 170 e quindi ripieghiamo verso
sud sulla 24 in direzione Torrey. Il paesaggio che attraversiamo
continua a stupirci in particolare quando attraversiamo il Capitol Reef
National Park, ma non abbiamo tempo per altre soste! Arriviamo verso
sera a Torrey e ci fermiamo in un piccolo campeggio-ostello verso
l’uscita del paese (Sand Creek RV Campground). Ci organizziamo per il
nostro solito barbecue serale, ma a meta' cottura delle nostre steak si
scatena un temporale, riusciamo comunque a cucinare coperti con un telo
tenda; siamo pero' costretti a rinunciare alla cena sotto le stelle
riparandoci dentro i camper. |
USA Camper - 22/07/2007
 Non siamo molto distanti dal
Bryce Canyon e ci arriviamo poco prima di
pranzo, ci rechiamo al SunsetCampground dove abbiamo l’imbarazzo della
scelta su dove sistemarci in quanto quasi vuoto. Compiliamo la scheda
d’ingresso e la imbuchiamo con i 10$ nella apposita cassetta. Pranziamo
e ci rilassiamo un po’; il canyon e' a pochi metri e abbiamo tutto il
pomeriggio per gustarcelo con calma. Piu' tardi iniziamo la nostra visita
ad uno dei più spettacolari canyon del mondo! percorriamo il rim sia a
piedi sia con il servizio navetta gratuita fino al Bryce Point; la
macchina fotografica scatta in continuazione fino all’ultimo raggio di
sole. La cena all’aperto nel buio della foresta con il fuoco acceso
(rigorosamente all’interno degli appositi barbecue) e' qualcosa di
magico. |
USA Camper - 23/07/2007
Per la mattinata abbiamo in programma la discesa nel canyon e dunque
sveglia presto. Scegliamo uno dei percorsi che partono dal Sunrise Point.
Dall’interno del canyon la vista delle guglie risulta ancora piu'
affascinante e, nonostante il caldo, percorriamo senza difficolta'
l’intero percorso che dura circa 2 ore.
Riprendiamo il camper e ci dirigiamo per la 89 verso lo Zion National
Park. Ad Hatch lungo la strada facciamo una sosta per il pranzo in un
caratteristico locale, il Mountain Harvest.
A Monte Carmel Junction giriamo per la 9 per entrare nel parco da Est,
qui l’ingresso e' pero' attraverso un tunnel molto stretto e per far
passare i camper la circolazione diventa a senso unico; ci si deve
mettere in fila ed aspettare il proprio turno, naturalmente dopo aver
pagato il pedaggio. Ce la caviamo abbastanza in fretta e attraverso un
paesaggio spettacolare arriviamo a Springdale dove ci sistemiamo, sotto
un improvviso temporale, allo Zion Canyon Campground, l’unico dove
troviamo posto. Il campeggio non e' dei migliori ed e' anche abbastanza
caro. Il temporale passa in fretta e all’uscita del sole i nostri
ragazzi scoprono che nel torrente, che scorre a lato del campeggio, si
fa il bagno e non solo; equipaggiati con dei grossi salvagenti e'
possibile scendere trascinati dalla corrente per qualche centinaio di
metri senza particolari pericoli; il divertimento dura fino a sera. |
USA Camper - 24/07/2007
Nel parco e' vietata la circolazione delle auto e percio' prendiamo
l’apposita navetta che si ferma vicino al campeggio e percorriamo
l’intera valle. C’e' la possibilita' di scendere in vari punti e spostarsi
a piedi lungo diversi percorsi, noi optiamo per quello piu'
settentrionale. E’ una valle stretta con altissime pareti rocciose molto
particolari, ma probabilmente e' il parco che meno ci affascina. Nel
pomeriggio ripartiamo.
Scendiamo dall’altopiano e ci avviciniamo al deserto attraverso una
bellissima strada incuneata in una valle; in lontananza vediamo un
grosso temporale proprio nella nostra direzione.. arriviamo a Las Vegas
con la pioggia! Troviamo subito il parcheggio-campeggio della Koa nei
pressi del Circus-Circus; sembrano tutti felici di questo temporale, e'
da un po’ che l’aspettavano.
Acquistiamo una tessera che vale 24 ore per l’autobus con l’intenzione
di percorrere alcuni tratti della “strip”; ha smesso di piovere e
nonostante non sia ancora buio tutte le luci dei casino' sono accese e il
traffico e' intenso. Ci mettiamo un po’ ad arrivare alla fine della strip
dove decidiamo di scendere all’altezza dell’ Excalibur. Cominciamo a
piedi il percorso a ritroso di questo incredibile mondo dove domina la
finzione (copie di Venezia, Parigi, Roma antica, Isole di pirati..) e
assistiamo, direttamente dalla strada (in campeggio si trovano le
locandine con gli orari), a qualche spettacolo gratuito; ceniamo in un
uno dei numerosi ristoranti dei casino' dove si paga l’entrata (12-17 $)
e si puo' mangiare e bere tutto quello che si vuole senza limiti: per gli
affamati e i golosi una vera occasione.
Sulla strip non c’e' che l’imbarazzo della scelta: quale casino' visitare?
si puo' entrare quasi ovunque, ad eccezione delle salette riservate,
attenzione con i minori, non possono avvicinarsi ne' ai tavoli da gioco
ne' alle slot machine, devono rimanere dietro una linea gialla a debita
distanza dal vizio! (2 metri!!).
A mezzanotte, accecati, storditi e confusi rientriamo con l’autobus al
campeggio, ma la vicinanza del casino' induce un paio di noi a ri-uscire
e gironzolare per le varie sale, negozi e bar dove tutto funziona 24 ore
su 24 senza interruzione, senza nessun riferimento ai ritmi del giorno o
della notte. Il tavolo ci tenta e cosi', decidendo una quota fissa, ci
sediamo, giochiamo, ci divertiamo e alla fine perdiamo! Anche noi
abbiamo lasciato il nostro contributo a questa incredibile macchina
della finzione e del divertimento. |
USA Camper - 25/07/2007
A questo punto dobbiamo fare delle scelte per le prossime mete: dobbiamo
scartare la Valle della Morte, nelle condizioni di noleggio e'
esplicitamente vietato entrare con il camper; e' un peccato perche'
nonostante il caldo davvero torrido i paesaggi sono notevoli. Il parco
di Yosemite, con le sue montagne mozzafiato ma per qualche verso
abbastanza simile a paesaggi europei, richiederebbe almeno 2 notti.
Puntiamo quindi su San Francisco e, essendo in anticipo rispetto alla
data prevista di arrivo (abbiamo gia' prenotato dall’Italia il campeggio)
e vista anche la distanza, decidiamo di fare una tappa al Sequoia National Park. La strada risulta piu' lunga di quanto pensassimo e
arriviamo al campeggio di Tree Rivers nel tardo pomeriggio accaldati e
stanchi. La famosa Sequoia General Sherman non e' molto distante ma
bisogna farsi anche un pezzo a piedi; decidiamo di ripensarci il giorno
dopo e, visto il caldo, ci immergiamo nel torrente che passa per il
campeggio. |
USA Camper - 26/07/2007
La notte, senza condizionatore perche' non c’era corrente, ha portato
alla decisione che purtroppo dobbiamo rinunciare alla sequoia! ci
dirigiamo verso San Francisco.
Arriviamo nel primo pomeriggio al Candlestick R.V. Park dove avevamo
prenotato due piazzole; ci informano che una navetta per il centro stava
per partire e così parcheggiamo velocemente i camper e saliamo: la
navetta e' un po’ cara (10 $ a testa) ma e' molto comoda, in neanche
mezz’ora ci scarica in centro e prenotiamo il rientro per le 22.
Passeggiamo lungo la Columbus e, passando per Lombard Street, arriviamo
al Fisherman’s Wharf dove ci dilettiamo nello shopping. Purtroppo al
calare della sera il freddo e il vento ci fanno desistere dal continuare
la passeggiata. Ci rifugiamo per la cena in un locale “italiano” lungo
la Columbus e ghiacciati ci rechiamo all’appuntamento con la navetta
alle 21 sperando ci siano dei posti liberi; siamo fortunati ci fanno
salire e rientriamo al parcheggio dove accendiamo la stufa per
riscaldarci. |
USA Camper - 27/07/2007
 Di buon’ora prendiamo la nostra navetta per il centro e acquistiamo il
pass giornaliero (11$) per i trasporti pubblici e con i tram
girovaghiamo tutto il giorno prendendo anche i famosi Cable Car (per
evitare lunghe file e' preferibile prenderli nelle linee secondarie dove
non ci sono molti turisti altrimenti si rischia di aspettare anche 1
ora). Arriviamo anche al Golden Gate, ma nel pomeriggio la nebbia copre
la baia e non si riesce a vederlo completamente; comunque una
passeggiata su questo famoso ponte vale sempre la pena. Memori della
serata precedente decidiamo di rientrare prima e ceniamo in camper. |
USA Camper - 28/07/2007
Partiamo verso la nostra ultima meta: Los Angeles; anziche' la comoda Interstate 5 prendiamo la strada costiera, la famosa 1. Prima sosta
Monterey con l’intenzione di visitare l’acquario, ma la fila di gente
all’esterno che aspetta di entrare ci fa cambiare idea e proseguiamo;
poco dopo riusciamo a parcheggiare lungo la strada dove a pochi metri
vediamo delle colonie di foche che giocano e si fanno fotografare. Da
qui inizia una strada a pagamento che permette di passare in mezzo alle
ville dei super-ricchi che evitiamo e ci dirigiamo verso Carmel. Non
eravamo abituati alla folla e quando arriviamo ci sembra di essere in un
paese della costiera ligure o amalfitana in pieno agosto, nessuna
possibilita' di sosta per i camper! Siamo costretti a proseguire e,
appena usciti dalla famosa cittadina, troviamo un parcheggio
direttamente su una spiaggia per la pausa pranzo; peccato per il tempo
un po’ nuvoloso.
Riprendiamo la strada verso sud e attraversiamo Big Sur, la strada si fa
sempre piu' tortuosa ma con bellissimi scorci di costa oceanica.
Poco prima di
Hearst Castle siamo incuriositi da numerose macchine
parcheggiate vicino alla strada, ci fermiamo ed assistiamo ad uno
straordinario spettacolo: una colonia di elefanti marini. Siamo a
Piedras Blancas una spiaggia che da un po’ di anni e' diventata una
riserva naturale per questi giganteschi animali; sono proprio
vicinissimi e passiamo un po’ di tempo ad osservarli.
Puntiamo quindi verso Morro Bay dove pensiamo di fermarci per la notte,
purtroppo siamo in piena stagione turistica e tutti i campeggi sono
pieni, proseguiamo verso Grover Beach dove arriviamo a tarda sera ma
senza fortuna, tutto completo.
Sulle guide vediamo che c’è un campeggio a circa 40 km a sud in una
piccola cittadina: Bluelton. Arriviamo, ma anche qui a causa di una
manifestazione il campeggio e' esaurito; nonostante i divieti vediamo
anche altri camper parcheggiati in giro e così troviamo un parcheggio
tranquillo a fianco di un motel dove trascorriamo la notte. |
USA Camper - 29/07/2007
In mattinata arriviamo al Los Angeles e ci dirigiamo subito al
Dockweiler RV Park (avevamo prenotato ancora dall’Italia
rvpark.pci@netzero.com
12001 Vista del Mar, Playa del Rey, CA 90293. ); e' bellissimo, in riva
all’oceano, ma disturbato dagli aerei del vicino aeroporto.
Tranquillamente ci sistemiamo e proviamo ad informarci per gli autobus.
Purtroppo, nelle prossimita' del campeggio, non ci sono possibilita' di
mezzi pubblici quindi con un camper ci spostiamo a Marina del Rey
all’ufficio turistico. La nostra idea era di raggiungere Hollywood, ma
con l’autobus e' un’impresa e visto che Los angeles e' una citta' fatta per
le auto decidiamo di andarci con il camper! Tutto sommato non risulta
per niente difficoltoso perche' con il sistema autostradale si arriva
abbastanza comodamente; alcuni problemi con il parcheggio ci vengono
risolti da un intraprendente proprietario di un bar: per 10 $ sposta la
sua auto e ci fa parcheggiare davanti al suo locale proprio all’incrocio
con Hollywood Boulevard.
Ci facciamo una passeggiata alla caccia di stelle e quindi, a sera,
ritorniamo al campeggio. |
USA Camper - 30/07/2007
Per oggi decidiamo di riposarci e sempre con un camper ci spostiamo
nella famosa spiaggia di Venice dove trascorriamo la giornata tra
shopping e bagni nell’oceano. |
USA Camper - 31/07/2007
Giornata dedicata al divertimento, eravamo indecisi tra Disneyland e gli
Universal Studios e alla fine la scelta e' caduta sul cinema. Sempre con
il camper ci siamo spostati al parco dove abbiamo trascorso la giornata
tra effetti speciali e rivisitazione di famosi film.
Stanchi rientriamo in campeggio dove ci aspetta l’ultimo barbecue
americano!
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USA Camper - 01/08/2007
Con calma, alle 10, ci dirigiamo verso l’agenzia per la restituzione del
camper, non ci sono problemi e a mezzogiorno veniamo accompagnati
all’aeroporto dove, con il magone e gia' tanta nostalgia, aspettiamo il
nostro volo per il ritorno. |
Totale km percorsi 5300
Benzina 1300 litri per un totale di 1093$ (840 €) |
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Carlo Gecchelin |